Per una piccola azienda, sicurezza informatica e cloud sono spesso spese che si rimandano. Non perché non servano, ma perché c’è sempre qualcosa di più urgente. Il Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy cambia i conti: il 50% della spesa lo copre lo Stato, a fondo perduto, fino a 20.000 €.
Le date sono vicine e il meccanismo premia chi arriva preparato. In questo articolo trovi tutto quello che serve sapere: quanto vale, chi può accedere, cosa si può comprare, cosa resta escluso e come prepararsi adesso.
Cos’è il voucher, in tre righe
È un contributo a fondo perduto per l’acquisto di soluzioni di sicurezza informatica e servizi cloud. Lo gestisce Invitalia per conto del Ministero, con una dotazione di 150 milioni di euro. Di questi, oltre 71 milioni sono riservati alle regioni del Sud, Basilicata compresa.
Non è quindi un bando pensato per le grandi aziende del Nord: una parte importante delle risorse è destinata proprio alle imprese del nostro territorio.
Quanto vale
50% a fondo perduto della spesa ammissibile.
Fino a 20.000 € di contributo: il massimo si raggiunge con un progetto da 40.000 €.
Spesa minima di 4.000 € (IVA esclusa).
Il contributo rientra nel regime de minimis: conta nel plafond degli aiuti pubblici che l’impresa ha già ricevuto negli ultimi anni.
Chi può accedere
Possono fare domanda PMI, lavoratori autonomi e liberi professionisti con sede in Italia. Servono due requisiti:
un contratto di connettività con almeno 30 Mbps in download. Si verifica sul contratto con il proprio operatore;
l’acquisto deve avvenire da un fornitore iscritto all’elenco ufficiale del Ministero. Chi compra da un fornitore fuori elenco non può rendicontare la spesa.
Si può presentare una sola domanda per beneficiario.
Cosa si può comprare
Il voucher copre tre famiglie di spese, più i servizi per metterle in funzione.
Sicurezza informatica. Firewall e firewall di nuova generazione, router e switch dedicati alla sicurezza, sistemi che rilevano e bloccano le intrusioni. E poi software: antivirus e protezione dei dispositivi, antimalware, crittografia, sistemi che raccolgono e analizzano gli eventi di sicurezza, gestione delle vulnerabilità.
Cloud. Infrastruttura e piattaforme in cloud, backup, e software in abbonamento per la gestione dell’azienda: gestionali, CRM, contabilità, gestione del personale, siti e contenuti.
Configurazione e assistenza. L’installazione, la configurazione e il supporto sono ammessi, ma al massimo per il 30% del progetto.
Due regole sui tempi: gli acquisti diretti vanno completati entro 12 mesi dalla concessione; per gli abbonamenti serve una durata di almeno 24 mesi, e sono finanziabili i primi 24.
Cosa resta escluso (ed è qui che si sbaglia)
Il voucher finanzia un miglioramento reale, non la manutenzione di quello che c’è già. Sono escluse:
le estensioni o i rinnovi di licenze già in uso;
gli aggiornamenti di versione che non portano un miglioramento sostanziale;
prodotti e servizi analoghi a quelli che l’azienda usa già.
In pratica: rinnovare l’antivirus che si ha già non rientra. Passare a una protezione diversa, più completa o gestita, sì. È la differenza che va chiarita prima di costruire il progetto.
Le date da segnare
20 ottobre 2026, ore 12:00: si apre la precompilazione della domanda sulla piattaforma Invitalia (con SPID, CIE o CNS). Si caricano dati, preventivi e allegati, si firma il modulo e si ottiene un codice di predisposizione.
10 novembre 2026, ore 12:00: apre lo sportello. Con il codice si invia la domanda vera e propria.
20 gennaio 2027, ore 12:00: chiusura, salvo esaurimento dei fondi prima.
Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. La precompilazione non prenota i fondi, ma permette di essere pronti a inviare appena lo sportello apre. Il contributo non è mai garantito: arrivare preparati è l’unico modo per avere buone possibilità.
Attenzione ai tempi di acquisto: sono ammissibili solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. Un ordine firmato o una fattura di acconto con data precedente rischiano di rendere quella spesa non finanziabile.
Come prepararsi adesso
Verifica la connessione. Controlla sul contratto che il download sia di almeno 30 Mbps.
Tieni a portata di mano SPID, CIE o CNS del legale rappresentante: servono per accedere alla piattaforma.
Controlla il de minimis. Se l’azienda ha ricevuto altri aiuti negli ultimi anni, conviene sapere quanto spazio resta.
Parti da cosa hai, non da cosa comprare. Il progetto giusto nasce da una fotografia della situazione attuale: computer, rete, backup, posta, gestionali. Serve anche a evitare di inserire spese che il bando esclude.
Scegli un fornitore iscritto all’elenco e fatti preparare offerte chiare, da allegare in precompilazione.
Come possiamo aiutarti
Innobyte è iscritta all’elenco dei fornitori del Ministero per il Voucher Cloud & Cybersecurity. Il nostro lavoro segue quattro passi:
Analizziamo la situazione attuale dell’azienda. Definiamo insieme le priorità reali, senza aggiungere spese che non servono. Progettiamo la soluzione e prepariamo le offerte da allegare alla domanda. Ti seguiamo nell’installazione, nella configurazione e nell’assistenza.
Il voucher è un’occasione concreta per fare finalmente quello che si rimandava da anni: proteggere i dati, avere un backup affidabile, portare in cloud ciò che oggi sta in un armadio in ufficio. Ma i tempi sono stretti e lo sportello premia chi arriva pronto.
Vuoi sapere se la tua azienda può accedere e quale progetto ha senso? Prenota una call gratuita di 15 minuti: ti richiamiamo in giornata. Verifica se rientri



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